FILOSOFIA CONNESSA
11. La scolastica e Tommaso d’Aquino
11.3. La riscoperta di Aristotele e Tommaso d'Aquino
A partire dal XII secolo la filosofia medievale viene profondamente trasformata dalla riscoperta delle opere di Aristotele. Per molti secoli l’Occidente latino aveva conosciuto soltanto una parte limitata del pensiero aristotelico, soprattutto gli scritti di logica. Progressivamente però vengono tradotte in latino numerose opere provenienti dal mondo arabo e bizantino. Questo processo modifica profondamente la cultura europea e apre nuovi problemi filosofici e teologici.
Un ruolo importante è svolto dai filosofi islamici, in particolare Avicenna (Ibn Sīnā, nato presso Bukhara, in Persia - attuale Uzbekistan -, ca. 980, morto a Hamadan, in Persia - attuale Iran -, 1037) e Averroè (bn Rushd, nato a Cordova, al-Andalus - attuale Spagna - 1126, morto a Marrakech, Marocco, 1198). Avicenna interpreta Aristotele alla luce di elementi neoplatonici, mentre Averroè sviluppa un aristotelismo rigoroso, tanto da essere chiamato nel Medioevo “il Commentatore”. Attraverso il mondo arabo l’Occidente entra così in contatto con una filosofia molto più ampia e sistematica rispetto al passato.
La diffusione dell’aristotelismo suscita inizialmente anche forti preoccupazioni. Alcune tesi attribuite ad Aristotele sembravano infatti difficili da conciliare con il cristianesimo, soprattutto riguardo:
- l’eternità del mondo;
- il rapporto tra anima individuale e intelletto universale;
- l’autonomia della ragione rispetto alla fede.
Per questo motivo in alcune università medievali certe opere aristoteliche vengono guardate con sospetto e temporaneamente proibite. Tuttavia molti filosofi scolastici comprendono che il pensiero di Aristotele può offrire strumenti razionali molto efficaci per approfondire la riflessione filosofica e teologica.
In questo contesto emerge la figura di Tommaso d'Aquino, considerato il massimo esponente della scolastica medievale. Tommaso nasce nel 1225 circa a Roccasecca, presso Aquino, in una famiglia nobile dell’Italia meridionale. Entra nell’ordine domenicano nonostante l’opposizione della famiglia e studia a Parigi e a Colonia sotto la guida di Alberto Magno, uno dei principali studiosi di Aristotele.
Tommaso dedica tutta la sua vita all’insegnamento e alla riflessione filosofica e teologica. Le sue opere principali sono:
- la Summa contra Gentiles;
- la Summa Theologiae.
Attraverso queste opere egli cerca di costruire una grande sintesi tra filosofia aristotelica e cristianesimo. A differenza di altri pensatori medievali, Tommaso ritiene infatti che ragione e fede non siano in contraddizione, perché entrambe derivano da Dio. La ragione può raggiungere autonomamente alcune verità fondamentali, mentre la fede permette di conoscere verità superiori che superano le capacità dell’intelligenza umana.
Il pensiero di Tommaso rappresenta il punto più alto della scolastica medievale. Grazie alla sintesi tra aristotelismo e cristianesimo, egli costruisce un sistema filosofico e teologico destinato a esercitare una profonda influenza sulla cultura europea e sulla stessa dottrina della Chiesa cattolica.