10. Cristianesimo e Agostino

10.6. Verità, Dio e tempo

Uno dei problemi centrali della filosofia di Agostino d'Ippona riguarda la possibilità di raggiungere la verità. Dopo aver attraversato una fase di scetticismo, Agostino rifiuta l’idea che l’uomo non possa conoscere nulla con certezza. Anche il dubbio, infatti, presuppone almeno una verità certa: chi dubita sa almeno di dubitare. Da questa riflessione deriva una celebre affermazione agostiniana:

“Se sbaglio, esisto” (Si fallor, sum).

Anche se l’uomo può commettere errori, non può dubitare della propria esistenza e della propria attività interiore. La certezza più immediata si trova quindi nella coscienza. Per Agostino, inoltre, esistono verità universali e immutabili, come quelle matematiche o logiche, che non dipendono dalle opinioni soggettive degli uomini. Queste verità sono superiori alla mente umana e non possono derivare semplicemente dai sensi, che sono mutevoli e imperfetti.

Per spiegare la conoscenza della verità Agostino sviluppa la teoria dell’illuminazione divina. Secondo questa dottrina, l’uomo può conoscere la verità soltanto grazie all’aiuto di Dio, che illumina interiormente la mente umana. La teoria dell’illuminazione riprende alcuni elementi del platonismo. Come in Platone il sole rende visibili gli oggetti e permette la conoscenza, così in Agostino Dio illumina l’intelligenza umana rendendo possibile la comprensione delle verità eterne. La conoscenza non nasce quindi soltanto dall’esperienza sensibile, ma soprattutto da un processo interiore attraverso il quale l’anima si apre alla luce divina. Per questo Agostino attribuisce tanta importanza all’interiorità e alla riflessione su sé stessi.

Collegata alla teoria dell’illuminazione è anche la dottrina del Maestro interiore. Secondo Agostino il vero maestro non è l’uomo che parla dall’esterno, ma la verità stessa che agisce interiormente nell’anima. L’insegnante umano può indicare e guidare, ma soltanto Dio permette realmente di comprendere. La ricerca della verità diventa così anche un itinerario spirituale: conoscere significa avvicinarsi progressivamente a Dio, fonte di ogni verità e di ogni certezza.

La riflessione sulla verità conduce Agostino anche alla concezione di Dio. Dio è eterno, perfetto, immutabile e rappresenta il fondamento di ogni verità. Tutto ciò che esiste deriva da Dio, che crea il mondo dal nulla attraverso un libero atto di volontà. Questa concezione si distingue profondamente dalla filosofia greca antica. Per molti filosofi greci il mondo era eterno; per Agostino, invece, il mondo ha avuto un inizio perché è stato creato da Dio. La storia stessa non è un ciclo eterno che si ripete, ma un percorso lineare orientato verso un fine stabilito da Dio.

La riflessione sulla creazione conduce Agostino a interrogarsi anche sulla natura del tempo. Nelle Confessioni egli affronta uno dei problemi più celebri della filosofia medievale:

“Che cos’è dunque il tempo?”

Agostino osserva che il tempo sembra qualcosa di evidente finché non ci si interroga davvero sul suo significato; appena però si cerca di definirlo, esso diventa difficile da spiegare. Il passato, infatti, non esiste più; il futuro non esiste ancora; e il presente stesso sfugge continuamente, trasformandosi immediatamente in passato. Se il presente rimanesse sempre identico e non passasse mai, non sarebbe più tempo ma eternità.

Per questo motivo Agostino conclude che il tempo non può essere una realtà oggettiva indipendente dall’uomo, come se esistesse autonomamente fuori dalla coscienza. Il tempo esiste invece nell’anima umana, che trattiene il passato attraverso la memoria, vive il presente attraverso l’attenzione e anticipa il futuro attraverso l’attesa.

Agostino definisce il tempo distensio animi, cioè “distensione dell’anima”. L’anima umana si “distende” continuamente tra:

  • il ricordo del passato;
  • l’attenzione al presente;
  • l’attesa del futuro.

In questo modo il tempo viene interiorizzato: esso non è più soltanto una misura esterna del movimento delle cose, come pensava Aristotele, ma una dimensione vissuta interiormente dalla coscienza.

Agostino distingue inoltre il tempo dall’eternità divina. Dio non vive nel tempo, perché è eterno e immutabile: per Dio non esistono passato e futuro, ma un eterno presente. Il tempo appartiene invece al mondo creato e alla condizione limitata dell’uomo.

Con questa riflessione Agostino sviluppa una concezione del tempo molto originale e moderna, destinata a influenzare profondamente la filosofia successiva.