Il cristianesimo nasce in Palestina nel I secolo d.C., cioè nella regione del Vicino Oriente corrispondente approssimativamente agli attuali territori di Israele e Palestina, allora appartenente all’Impero romano e abitata prevalentemente da popolazioni ebraiche. In questo contesto si sviluppa la predicazione di Gesù e prendono forma le prime comunità cristiane.
Fin dalle origini il cristianesimo non si presenta soltanto come una religione, ma anche come una nuova visione dell’uomo, della storia e del rapporto con Dio. Il messaggio cristiano introduce infatti temi destinati a trasformare profondamente la cultura occidentale: l’idea di un Dio creatore e personale, il valore universale della persona umana, la salvezza offerta a tutti gli uomini e la concezione lineare della storia orientata verso un fine ultimo.
Nei primi secoli i cristiani si trovano però a confrontarsi con la grande tradizione filosofica greca. Molti pensatori pagani guardano con diffidenza al cristianesimo, considerandolo una religione irrazionale e incompatibile con la cultura classica. D’altra parte anche alcuni cristiani diffidano della filosofia, ritenendola inutile o addirittura pericolosa per la fede.
Nasce così uno dei problemi fondamentali di tutta la filosofia medievale: il rapporto tra fede e ragione. È possibile utilizzare la filosofia per comprendere meglio la verità religiosa? Oppure la fede deve sostituire completamente la ricerca razionale?
I primi pensatori cristiani cercano progressivamente di costruire un dialogo tra il messaggio evangelico e la filosofia greca. In particolare il platonismo e il neoplatonismo esercitano una forte influenza sul cristianesimo delle origini. Molti concetti filosofici vengono reinterpretati in chiave cristiana: il Logos, l’interiorità, la superiorità della realtà spirituale rispetto a quella materiale, l’idea dell’ascesa dell’anima verso Dio.
Il libro sacro del cristianesimo è la Bibbia, composta da:
Antico Testamento, condiviso con la tradizione ebraica;
Nuovo Testamento, che comprende i Vangeli, gli Atti degli Apostoli, le Lettere apostoliche e l’Apocalisse.
Particolarmente importante, dal punto di vista filosofico, è il Vangelo di Giovanni, nel quale Cristo viene identificato con il Logos, cioè la Ragione divina che dà ordine e significato al mondo. Anche le Lettere di Paolo esercitano una profonda influenza sul pensiero cristiano successivo, soprattutto per i temi della grazia, della fede e della salvezza.
Nei primi secoli si sviluppa inoltre la patristica, cioè il pensiero dei Padri della Chiesa, che si impegnano a difendere il cristianesimo dalle accuse dei pagani e delle eresie. La filosofia diventa così uno strumento utile per chiarire e approfondire le verità della fede.
La nascita della filosofia cristiana segna quindi un momento decisivo nella storia del pensiero occidentale: il mondo greco e il messaggio cristiano entrano progressivamente in dialogo, dando origine a una nuova cultura destinata a caratterizzare il Medioevo europeo.