FILOSOFIA CONNESSA
7. Aristotele 1/2: la realtà e i principi dell'essere
7.2. La classificazione delle scienze
Uno degli aspetti più caratteristici del pensiero di Aristotele è il tentativo di organizzare in modo sistematico l’intero sapere. Se la realtà è molteplice e articolata, anche la conoscenza deve esserlo: non esiste una sola scienza capace di spiegare tutto, ma una pluralità di discipline, ciascuna con un proprio oggetto e un proprio metodo. La filosofia non elimina questa varietà, ma la riconosce, la ordina e ne chiarisce i rapporti. Aristotele distingue innanzitutto tre grandi ambiti del sapere: le scienze teoretiche, le scienze pratiche e le scienze poietiche.
Le scienze teoretiche hanno come scopo la conoscenza per se stessa e studiano ciò che è necessario e universale; tra esse rientrano la fisica, che indaga i fenomeni naturali e il movimento, la matematica, che studia le quantità e le strutture formali e la filosofia prima, o metafisica, che si occupa dei principi più generali dell’essere.
Le scienze pratiche riguardano invece l’agire umano e hanno come fine l’azione: ne fanno parte l’etica, che studia il comportamento individuale, e la politica, che si occupa della vita della comunità.
Le scienze poietiche, infine, sono quelle che riguardano la produzione, cioè il fare: comprendono le arti e le tecniche, orientate alla realizzazione di oggetti o opere.
Questa distinzione non è soltanto una classificazione formale, ma riflette una concezione profonda del sapere. Ogni ambito della realtà richiede infatti un tipo di conoscenza adeguato al proprio oggetto: non si può studiare l’azione umana con gli stessi strumenti con cui si studia la natura, né valutare un’opera d’arte con i criteri della dimostrazione scientifica. In questo senso, Aristotele riconosce la specificità dei diversi saperi e rifiuta l’idea di un unico metodo valido per tutto.
Alla base di questa organizzazione vi è anche una distinzione tra diversi modi di conoscere. La scienza, per Aristotele, è un sapere dimostrativo, fondato su principi necessari e universali; essa mira a spiegare le cause dei fenomeni e a coglierne la struttura stabile. Accanto ad essa vi sono però forme di conoscenza diverse, come l’esperienza, che nasce dall’osservazione dei casi particolari, e la sapienza, che riguarda i principi più alti e universali. In questo modo, il sapere si presenta come una struttura articolata, che va dall’esperienza sensibile fino ai livelli più astratti della riflessione filosofica.
All’interno di questo sistema, un ruolo particolare spetta alla filosofia prima. Essa non si occupa di un ambito limitato della realtà, ma studia l’essere in quanto essere, cioè ciò che è comune a tutte le cose. Per questo motivo la metafisica costituisce il fondamento dell’intero sapere: pur non sostituendosi alle altre scienze, ne rappresenta il livello più universale e profondo, quello che consente di comprendere i principi su cui tutte le altre conoscenze si basano.
La classificazione delle scienze mostra così il carattere ordinato e sistematico del pensiero aristotelico. La filosofia non è un sapere isolato, ma il punto di riferimento che consente di cogliere l’unità nella molteplicità, collegando tra loro i diversi ambiti della conoscenza senza annullarne le differenze e offrendo una visione complessiva della realtà.