Logica aristotelica 4
I RAGIONAMENTI
4.3 Deduzione e induzione
Possiamo distinguere, in base alla loro forza logica, due fondamentali
tipologie di argomenti: deduttivi e induttivi. Gli argomenti deduttivi sono quelli
in cui le premesse giustificano la conclusione in modo necessario e completo:
se le premesse sono vere è assolutamente impossibile che la conclusione sia
falsa. I ragionamenti induttivi, invece, forniscono alla conclusione solo un
sostegno probabile: se le premesse sono vere è presumibile che lo sia anche
la conclusione, tuttavia potrebbe anche non esserlo.
Ad esempio: se so che tutti gli uomini sono mortali e che Socrate è un
uomo, posso, con certezza assoluta, inferire che anche Socrate è mortale.
Questo è un argomento deduttivo, perché le premesse fondano in modo
necessario e indubitabile la conclusione.
Passiamo ora ad un esempio di argomento induttivo: se ho visto numerosi film
francesi ed ogni volta mi sono annoiato, posso concludere che,
probabilmente, non apprezzerei neppure il nuovo film francese appena
uscito nelle sale cinematografiche; dunque evito di vederlo, risparmiando il
prezzo del biglietto. In questo caso la conclusione non è completamente
giustificata dalle premesse; il fatto che i film francesi sinora visti non mi
siano piaciuti non garantisce in modo assoluto che non vi possa essere, in
futuro, un film francese di mio gradimento. Tuttavia, la conclusione
conserva comunque un alto grado di attendibilità: viste le premesse, rimane
al momento l’ipotesi più plausibile.
Solitamente i ragionamenti deduttivi si fondano su proposizioni universali o
su leggi generali, mentre i ragionamenti induttivi si basano su osservazioni
empiriche di casi particolari. Questa differenza è quella su cui Aristotele
insiste maggiormente anche se, secondo i logici contemporanei, è un
elemento accessorio e secondario, cioè non consente di distinguere in modo
preciso i ragionamenti deduttivi da quelli induttivi. In ogni caso, gli esempi
che abbiamo proposto (cioè “Tutti gli uomini sono mortali, Socrate è un
uomo, quindi Socrate è mortale” e “Ho visto numerosi film francesi e mi
sono sempre parsi noiosi, quindi è probabile che anche il nuovo film
francese mi risulti noioso”) si adattano bene anche alla definizione aristotelica
di induzione e deduzione. Infatti, nel primo caso abbiamo l’applicazione di
una legge generale (“tutti gli uomini sono mortali”) ad un individuo
particolare (“Socrate”); nel secondo, invece, a partire da alcune osservazioni
particolari (cioè la visione di numerosi film francesi) si ricava una probabile
asserzione universale (“tutti i film francesi sono, per me, noiosi”).
“La deduzione parte da proposizioni universali, mentre l’induzione si fonda su
proposizioni particolari; non è tuttavia possibile cogliere le proposizioni universali,
se non attraverso l’induzione1.” (Adattato da: Arist., Analitici secondi, 81a 41 – 81b 2)