FILOSOFIA CONNESSA
11. La scolastica e Tommaso d’Aquino
11.6. Dalla scolastica alla modernità
Tra il XIV e il XV secolo la grande costruzione culturale della scolastica entra progressivamente in crisi. Per diversi secoli i filosofi medievali avevano cercato di costruire una sintesi armonica tra fede cristiana, filosofia greca e ragione umana. Con Tommaso d'Aquino questa sintesi aveva raggiunto il suo punto più alto: la ragione appariva capace di comprendere razionalmente l’ordine del mondo e di collaborare con la fede nella ricerca della verità.
Nel tardo Medioevo, però, questa fiducia comincia lentamente a indebolirsi. Pensatori come Guglielmo di Ockham mettono in discussione la possibilità di costruire grandi sistemi metafisici capaci di spiegare tutta la realtà. La ragione umana viene considerata più limitata, mentre la fede tende a essere separata più nettamente dalla filosofia. Allo stesso tempo cresce l’interesse per l’esperienza concreta, per l’osservazione della natura e per lo studio dei fenomeni particolari. Alcuni pensatori della tarda scolastica iniziano infatti a sviluppare nuove riflessioni sul movimento, sulla matematica e sulla fisica, preparando indirettamente alcuni aspetti della futura rivoluzione scientifica.
Si modifica anche il modo di concepire il sapere. La scolastica medievale aveva cercato soprattutto di organizzare e armonizzare le conoscenze all’interno di un sistema unitario fondato sulle auctoritates, cioè sui grandi autori riconosciuti dalla tradizione. Nel tardo Medioevo emerge invece una maggiore attenzione per l’indagine personale, per l’esperienza diretta e per la critica delle costruzioni teoriche troppo astratte.
Questi cambiamenti preparano progressivamente il passaggio a una nuova epoca culturale. Con l’Umanesimo e il Rinascimento l’interesse si sposterà sempre di più:
- sull’uomo;
- sulla natura;
- sull’esperienza;
- sull’autonomia della ragione.
La filosofia moderna nascerà proprio da questa trasformazione, sviluppando nuovi metodi di ricerca e nuove concezioni della conoscenza.
La scolastica non deve però essere considerata soltanto come una filosofia del passato destinata a essere superata. Per molti secoli essa rappresentò il principale tentativo di conciliare fede e ragione, religione e filosofia, eredità cristiana e cultura classica. Inoltre contribuì alla nascita delle università europee, allo sviluppo della logica e alla diffusione di un metodo rigoroso di discussione e argomentazione razionale.
Con la crisi della scolastica si conclude così il lungo percorso della filosofia medievale e si aprono le condizioni culturali che porteranno alla nascita del pensiero moderno.