11. La scolastica e Tommaso d’Aquino

11.5. La crisi della scolastica: Guglielmo di Ockham

Nel XIV secolo la grande sintesi tra fede e ragione costruita dalla scolastica entra progressivamente in crisi. Le tensioni politiche, religiose e culturali del tardo Medioevo mettono infatti in discussione l’idea che la ragione possa spiegare in modo sistematico tutta la realtà e armonizzarsi perfettamente con la fede. In questo contesto emerge la figura di Guglielmo di Ockham (ca. 1285-1347), considerato uno dei pensatori che preparano il passaggio alla filosofia moderna.

Ockham riprende e radicalizza il nominalismo. Secondo lui gli universali non possiedono una realtà propria: esistono soltanto gli individui concreti, mentre i concetti universali sono segni o nomi elaborati dalla mente umana per organizzare l’esperienza. Non esiste quindi un’“umanità” separata dai singoli uomini, ma soltanto uomini concreti e individuali.

Questa posizione comporta importanti conseguenze filosofiche e teologiche. Se la ragione umana conosce soltanto individui concreti, allora molte costruzioni metafisiche della scolastica perdono il loro fondamento. Ockham critica infatti la tendenza della filosofia medievale a moltiplicare inutilmente enti e spiegazioni astratte.

Da qui deriva il celebre principio noto come “rasoio di Ockham”:

“Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem.“

“Non bisogna moltiplicare gli enti senza necessità.”

Questo principio non significa eliminare ogni complessità, ma preferire le spiegazioni più semplici e fondate sull’esperienza. Il “rasoio” serve quindi a eliminare concetti superflui e costruzioni teoriche prive di reale necessità.

Ockham sostiene inoltre una separazione più netta tra fede e ragione. Secondo lui molte verità religiose non possono essere dimostrate razionalmente, ma devono essere accettate esclusivamente per fede. La ragione possiede limiti precisi e non può pretendere di spiegare completamente i misteri divini.

In questo modo si rompe progressivamente l’equilibrio costruito da Tommaso d'Aquino tra filosofia e teologia. La fede e la ragione vengono considerate ambiti distinti, con strumenti e finalità differenti.

Il pensiero di Ockham eserciterà una grande influenza sulla cultura europea successiva. La sua attenzione per l’esperienza concreta, la critica delle costruzioni metafisiche troppo astratte e la valorizzazione dell’indagine razionale contribuiranno infatti alla nascita della filosofia e della scienza moderne.