4. Socrate

4.2. Socrate, i sofisti e Platone

Socrate visse nello stesso contesto storico dei sofisti e, come loro, concentrò la propria riflessione sull’uomo, sulla vita della città e sui problemi morali, abbandonando l’indagine sulla natura tipica dei filosofi presocratici. Tuttavia il suo atteggiamento filosofico fu profondamente diverso. I sofisti si presentavano come maestri di sapere e di eloquenza, capaci di insegnare le tecniche del discorso persuasivo e di ottenere successo nella vita pubblica; spesso sostenevano che non esistesse una verità oggettiva e che ciò che conta fosse convincere l’uditorio. Socrate, al contrario, rifiutò ogni forma di insegnamento tecnico e retribuito e mise al centro della sua attività la ricerca della verità attraverso il dialogo critico. Il suo stile era semplice, privo di artifici retorici, e mirava non a persuadere, ma a far emergere la verità mediante il confronto razionale.

Proprio questa differenza spiega sia la vicinanza sia la distanza tra Socrate e i sofisti. Come loro, egli parlava in pubblico e si rivolgeva soprattutto ai giovani; a differenza loro, però, non pretendeva di possedere un sapere da trasmettere, ma dichiarava di essere consapevole della propria ignoranza. Il dialogo socratico non si conclude quasi mai con una risposta definitiva, ma lascia spesso gli interlocutori in una situazione di incertezza, spingendoli a continuare la ricerca. Questo atteggiamento rendeva Socrate una figura scomoda, perché metteva in discussione le convinzioni radicate e l’autorità di chi si presentava come esperto.

La figura di Socrate ci è nota soprattutto attraverso l’opera di Platone, che fu suo discepolo e ne fece il protagonista dei propri dialoghi. Platone condivide con Socrate l’idea della filosofia come ricerca e confronto, ma dopo la morte del maestro sviluppò un pensiero sempre più autonomo e sistematico. Nei dialoghi giovanili Platone cerca di restituire fedelmente il metodo e lo spirito socratico; in quelli successivi, invece, utilizza la figura di Socrate per esporre dottrine che vanno oltre il pensiero del maestro. Per questo motivo è necessario distinguere tra il Socrate storico e il Socrate platonico, pur riconoscendo che senza Platone la figura di Socrate sarebbe andata quasi completamente perduta.

Approfondimento – Socrate storico e Socrate platonico

Il Socrate storico è colui di cui gli studiosi cercano di ricostruire la vita confrontando le fonti più attendibili. Visse ad Atene (469–399 a.C.), non scrisse nulla, dialogava nelle piazze, nei ginnasi e nei luoghi pubblici; usava il dialogo come metodo educativo, si occupava di questioni etiche, non di fisica o cosmologia. Fu condannato a morte per empietà  e corruzione dei giovani.

Il Socrate platonico è il personaggio che compare nei dialoghi di Platone. Qui Socrate diventa
spesso il portavoce della filosofia platonica.

Socrate storico Socrate platonico
Non ha lasciato scritti Parla nei dialoghi
Non propone dottrine Espone dottrine complesse
Si limita all'etica Include nei suoi interventi metafisica e politica
Ricerca insegnamento


La distinzione tra Socrate storico e platonico non è solo filologica, ma soprattutto filosofica: Socrate storico incarna la ricerca incessante, Socrate platonico la costruzione teorica.


Socrate per Platone e per Aristofane

Platone è stato discepolo di Socrate, quindi lo descrive in modo appassionato, come un filosofo sapiente, ma consapevole della propria ignoranza (“so di non sapere”), utilizza il dialogo e la maieutica: fa domande per aiutare gli altri a “partorire” la verità, è moralmente integro, giusto, disinteressato al denaro e al potere, cerca il bene, la virtù e la verità, non di convincere per vincere, nei dialoghi platonici è spesso il modello del vero filosofo. In Platone, Socrate è quasi un maestro morale e una guida spirituale.

Aristofane, che scrive commedie, lo rappresenta in modo satirico e negativo, soprattutto nel suo testo Le Nuvole. Socrate è descritto come un sofista strambo, che insegna a imbrogliare con le parole, vive “tra le nuvole”, perso in ragionamenti inutili e assurdi, insegna a far vincere il discorso ingiusto su quello giusto, è visto come corruttore dei giovani e lontano dalla realtà.

Leggiamo ne Le Nuvole: “Cammina nell’aria contemplando il Sole”.

Aristofane descrive Socrate, in modo ironico, come sospeso in aria. Qui Socrate è una caricatura comica, ridicolizzata per far ridere e criticare i nuovi intellettuali.