FILOSOFIA CONNESSA

8. Aristotele 2/2: La filosofia prima e la metafisica

8.5. La sostanza e il principio della realtà

Tra i diversi significati dell’essere, Aristotele individua nella sostanza il significato fondamentale. Tutto ciò che è si riferisce in qualche modo alla sostanza: le altre determinazioni dell’essere esistono come modi o proprietà di qualcosa che esiste in senso proprio. La sostanza è ciò che esiste in sé e non in altro. Un uomo, un animale, una pianta sono sostanze, perché possiedono una realtà autonoma; qualità, quantità e relazioni si presentano invece sempre in riferimento a una sostanza: il bianco è il bianco di qualcosa, una misura riguarda qualcosa, una relazione si stabilisce tra enti determinati. Per questo la sostanza costituisce il principio della realtà, il punto di partenza per comprendere ciò che esiste e il fondamento a cui si riconducono gli altri significati dell’essere.

Aristotele analizza la sostanza distinguendo materia, forma e sìnolo. La materia è ciò di cui una cosa è fatta; la forma è ciò che la rende ciò che è; il sìnolo è il composto, l’unità concreta di materia e forma. Una statua, per esempio, è costituita dal marmo, dalla figura rappresentata e dal sìnolo che risulta dalla loro unione. Tra questi elementi, la forma assume un ruolo centrale: essa esprime l’essenza della cosa, cioè ciò che viene colto nella definizione. Definire qualcosa significa individuarne la forma: quando si dice che l’uomo è un “animale razionale”, si indicano il genere (animale) e la differenza specifica (razionale), cioè ciò che costituisce la sua essenza.

La sostanza si comprende quindi a partire dalla forma. La materia rappresenta la possibilità, la forma conferisce struttura e determinatezza. In questo quadro si inserisce la distinzione tra potenza e atto: la materia è in potenza, la forma realizza in atto ciò che la cosa è. Il sìnolo esprime la realtà concreta, in cui possibilità e realizzazione si trovano unite. La ricerca della sostanza diventa così ricerca dell’essenza e del principio che rende intelligibile la realtà: comprendere che cosa è una cosa significa coglierne la forma, cioè il suo modo determinato di essere. In questo senso la sostanza riguarda sia ciò che esiste sia il modo in cui l’esistente può essere conosciuto, mostrando la corrispondenza tra struttura dell’essere e attività del pensiero.