FILOSOFIA CONNESSA
8. Aristotele 2/2: La filosofia prima e la metafisica
8.4. I molteplici significati dell’essere
Aristotele afferma che l’essere si dice in molti modi. Questa affermazione introduce uno dei nuclei più importanti della sua metafisica: l’essere non ha un unico significato, ma una pluralità di sensi tra loro collegati.
Una prima distinzione riguarda l’essere per sé e l’essere per accidente. Si dice che qualcosa è per sé quando appartiene essenzialmente a un ente; si parla invece di essere per accidente quando una proprietà si presenta in modo contingente. Dire che “l’uomo è razionale” esprime una caratteristica essenziale, perché la razionalità rientra nella definizione stessa di uomo, inteso come animale razionale. Dire che “l’uomo è musicista” indica invece una qualità che può esserci o non esserci senza modificare la sua natura.
Un secondo significato riguarda l’essere come vero e il non essere come falso. In questo caso l’essere si riferisce al pensiero e al linguaggio: dire che qualcosa è significa affermare correttamente ciò che è, mentre il falso consiste nell’unire o separare in modo improprio i termini del giudizio. Questo livello collega la metafisica alla logica, mostrando che il problema dell’essere coinvolge anche la verità dei discorsi.
Un terzo significato è quello dell’essere secondo le categorie, cioè i modi fondamentali in cui qualcosa può essere detto. Tra questi, il primo e più importante è la sostanza, a cui si affiancano qualità, quantità, relazione, luogo, tempo, posizione, stato, azione e passione. Le categorie esprimono le forme fondamentali dell’essere e costituiscono una prima organizzazione della realtà.
Infine, l’essere si dice secondo potenza e atto. Alcune realtà sono in potenza, cioè possiedono la possibilità di diventare qualcosa; altre sono in atto, cioè realizzano pienamente ciò che sono. Questa distinzione consente di comprendere il divenire e il cambiamento senza rinunciare alla stabilità dell’essere.
Questi diversi significati non sono indipendenti tra loro. Essi formano un sistema ordinato, in cui ogni livello rimanda a un principio comune. Il riferimento costante è la sostanza, che costituisce il centro a partire dal quale si organizzano tutti gli altri modi dell’essere. In questo modo Aristotele riesce a mantenere insieme unità e molteplicità. L’essere non è ridotto a un unico significato, ma neppure disperso in una pluralità senza ordine. La metafisica ha proprio il compito di chiarire questa struttura, mostrando come i diversi significati dell’essere si articolino in un insieme coerente.