FILOSOFIA CONNESSA

11. La scolastica e Tommaso d’Aquino

11.4. Ragione, fede e metafisica in Tommaso

Il problema centrale della filosofia di Tommaso d'Aquino riguarda il rapporto tra ragione e fede. Tommaso ritiene che tra le due non possa esistere una vera contraddizione, perché entrambe hanno origine in Dio: la ragione è un dono naturale concesso all’uomo, mentre la fede deriva dalla rivelazione divina. Se entrambe provengono da Dio, non possono entrare realmente in conflitto.

Tommaso distingue però chiaramente i compiti della filosofia e della teologia. La filosofia si fonda sulla ragione e sull’esperienza sensibile; la teologia si fonda invece sulla rivelazione contenuta nelle Sacre Scritture. Alcune verità possono essere raggiunte anche dalla ragione naturale, come l’esistenza di Dio; altre invece, come la Trinità o l’Incarnazione, possono essere conosciute soltanto attraverso la fede.

In questo modo Tommaso riconosce una certa autonomia della ragione rispetto alla teologia. La filosofia non è più soltanto una semplice ancella della fede, ma possiede un proprio ambito di ricerca. Tuttavia fede e ragione restano armonicamente collegate: la ragione può aiutare a chiarire e difendere i contenuti della fede, mentre la fede orienta l’uomo verso verità superiori che la ragione da sola non potrebbe raggiungere.

Per costruire il proprio sistema filosofico Tommaso riprende molte idee della metafisica di Aristotele, reinterpretandole però in senso cristiano. Centrale è la distinzione tra atto e potenza. Ogni realtà possiede infatti possibilità che possono essere realizzate: la potenza indica ciò che una cosa può diventare, mentre l’atto rappresenta la piena realizzazione di quella possibilità. Dio è definito da Tommaso come atto puro, cioè realtà perfetta e priva di ogni limite o potenzialità non realizzata.

Fondamentale è anche la distinzione tra essenza ed esistenza. L’essenza indica ciò che una cosa è; l’esistenza indica invece il fatto che essa esista realmente. Nelle creature essenza ed esistenza non coincidono: una cosa potrebbe infatti essere pensata senza necessariamente esistere. Solo in Dio essenza ed esistenza coincidono perfettamente, perché Dio è l’essere necessario e assoluto.

Tommaso interpreta inoltre il mondo come una realtà ordinata gerarchicamente. Tutti gli esseri partecipano dell’essere in grado diverso:

i corpi inanimati - gli esseri viventi - gli animali - l’uomo - gli angeli - Dio.

Al vertice della gerarchia si trova Dio, causa prima e fondamento di tutta la realtà. Ogni ente riceve da Dio il proprio essere e tende verso il proprio fine naturale.

Attraverso questa sintesi tra aristotelismo e cristianesimo, Tommaso costruisce uno dei sistemi filosofici più importanti e influenti dell’intero Medioevo.