FILOSOFIA CONNESSA

6. Platone 2/2: le idee, la conoscenza e lo Stato giusto

6.4. Il mondo sensibile e il mondo intelligibile

La distinzione tra opinione e scienza conduce Platone a una tesi decisiva: la realtà stessa è strutturata su due livelli diversi, che corrispondono a due modi differenti di essere e di conoscere. Platone parla, in questo senso, di mondo sensibile e mondo intellegibile.

Il mondo sensibile è il mondo che ci circonda e che conosciamo attraverso i sensi. È il mondo delle cose materiali, caratterizzato dal divenire, dal mutamento continuo e dalla molteplicità. Nulla, nel mondo sensibile, è pienamente stabile: ogni cosa è ciò che è solo temporaneamente e in modo imperfetto. Proprio per questa instabilità, il mondo sensibile non può essere oggetto di una conoscenza rigorosa e definitiva, ma solo di opinione. Le opinioni possono essere corrette o errate, ma restano sempre legate all’apparenza e alla contingenza.

Accanto al mondo sensibile, Platone afferma l’esistenza di un mondo intellegibile, che non è accessibile ai sensi ma solo all’intelletto. Questo livello della realtà è costituito da enti immutabili, eterni e universali, che non nascono né periscono. A differenza delle cose sensibili, le realtà intellegibili sono pienamente ciò che sono e non mutano. Proprio per questo motivo, esse possono essere oggetto di scienza, cioè di una conoscenza necessaria e fondata.

La distinzione tra mondo sensibile e mondo intellegibile non è solo una distinzione conoscitiva, ma anche ontologica, cioè riguarda il modo di essere delle cose. Il mondo intellegibile non è una semplice costruzione della mente, ma rappresenta, per Platone, il livello più autentico della realtà. Il mondo sensibile, invece, possiede un grado di realtà inferiore: esso è reale, ma in modo derivato e imperfetto.

Nella Repubblica, Platone chiarisce questa gerarchia attraverso l’immagine della linea divisa, che mette in corrispondenza i diversi gradi dell’essere con i diversi gradi della conoscenza. Alle immagini e agli oggetti sensibili corrispondono l’immaginazione e la credenza; alle realtà intelligibili corrispondono il pensiero discorsivo e l’intellezione. La conoscenza cresce dunque man mano che ci si allontana dal sensibile e ci si avvicina all’intellegibile, cioè man mano che si passa dall’opinione alla scienza.

Il rapporto tra i due mondi non è però di separazione assoluta. Il mondo sensibile dipende dal mondo intellegibile: le cose sensibili sono ciò che sono perché rimandano a modelli intelligibili più perfetti. Senza questo riferimento, il mondo sensibile sarebbe privo di intelligibilità e la conoscenza sarebbe impossibile. Tuttavia, finché l’uomo rimane legato esclusivamente alla percezione sensibile, egli rischia di scambiare l’apparenza per la realtà e l’opinione per la verità.

La distinzione tra mondo sensibile e mondo intellegibile svolge quindi una funzione centrale nella filosofia di Platone: essa spiega perché la conoscenza autentica non possa ridursi all’esperienza sensibile e prepara la dottrina che costituisce il cuore del suo sistema, la teoria delle Idee, attraverso la quale Platone intende fondare in modo oggettivo la verità, il sapere e i valori.

Approfondimento – La linea divisa

Per spiegare il rapporto tra realtà e conoscenza, Platone utilizza, nella Repubblica, l’immagine della linea divisa. Egli invita a immaginare un’unica linea, suddivisa in più segmenti, che rappresentano gradi diversi dell’essere e, in modo corrispondente, gradi diversi della conoscenza.

L’elemento decisivo di questa immagine è l’isomorfismo tra il piano ontologico (ciò che è) e il piano gnoseologico (ciò che conosciamo):
a ogni livello dell’essere corrisponde un determinato livello della conoscenza.

Platone precisa inoltre che le parti della linea non sono uguali, ma stanno tra loro secondo rapporti matematici, a indicare che i diversi livelli della realtà e del sapere non sono separati casualmente, bensì ordinati secondo una proporzione rigorosa. Senza entrare nei dettagli tecnici, questo significa che la crescita della conoscenza segue un ordine razionale e misurabile.

Livello della realtà (essere)
Tipo di conoscenza
Caratteristiche
Immagini (ombre) Immaginazione (Eikasia) Conoscenza più debole, legata alle apparenze
Oggetti sensibili Credenza (Pistis) Opinione sul mondo fisico
Enti matematici Pensiero discorsivo (Dianoia) Conoscenza razionale ma ancora ipotetica
Realtà intelligibili Intellezione (Noesis) Scienza vera e propria, fondata sulla stabilità dell’essere

La teoria della linea divisa mostra che conoscere non significa semplicemente accumulare informazioni, ma salire di livello, passando da realtà instabili a realtà sempre più stabili e universali. I primi due gradi della linea appartengono all’ambito dell’opinione, mentre solo negli ultimi due si realizza una conoscenza autentica, cioè scientifica. L’isomorfismo tra essere e conoscere implica una conseguenza decisiva: non è possibile una vera scienza senza una realtà stabile da conoscere. Se la realtà fosse soltanto mutevole e sensibile, la conoscenza non potrebbe mai superare il livello dell’opinione. Per questo Platone afferma l’esistenza di un mondo intellegibile, che fonda sia l’essere sia il sapere.

In questo modo, l’immagine della linea divisa prepara direttamente la dottrina centrale del pensiero platonico: la teoria delle Idee, che spiega che cosa siano le realtà intelligibili e perché rendano possibile la conoscenza.