FILOSOFIA CONNESSA

6. Platone 2/2: le idee, la conoscenza e lo Stato giusto

6.3. Opinione e scienza: il problema della conoscenza

Uno dei problemi centrali della filosofia di Platone è il problema della conoscenza: che cosa significa conoscere davvero e quali sono le condizioni perché una conoscenza possa dirsi autentica. Questo tema attraversa tutta la sua riflessione e trova una formulazione particolarmente chiara nella distinzione tra opinione (dóxa) e scienza (epistéme).

L’opinione riguarda il mondo sensibile, cioè la realtà che percepiamo attraverso i sensi. Si tratta di un mondo caratterizzato dal mutamento, dalla molteplicità e dall’instabilità: le cose nascono, cambiano e periscono. Per questo motivo, le opinioni che formuliamo su di esse sono inevitabilmente incerte e possono essere tanto vere quanto false. L’opinione non è pura ignoranza, ma non è neppure conoscenza piena: occupa una posizione intermedia tra il sapere e il non sapere.

La scienza, invece, ha come oggetto una realtà stabile, necessaria e universale. Essa non si fonda sulla percezione sensibile, ma sull’attività dell’intelletto e del ragionamento. Solo ciò che è sempre identico a se stesso e non soggetto al divenire può essere conosciuto in modo autentico. Per Platone, dunque, conoscere significa cogliere ciò che è, non ciò che semplicemente appare.

Questa distinzione è strettamente legata alla critica platonica ai sofisti, che tendevano a identificare il sapere con l’opinione efficace e persuasiva. Contro questa riduzione del sapere a strumento di successo pratico, Platone afferma che la filosofia deve mirare alla verità, non alla semplice utilità. La conoscenza filosofica non è un’arte del convincere, ma una ricerca rigorosa del fondamento.

Nella Repubblica, Platone chiarisce ulteriormente questa distinzione introducendo una gerarchia dei gradi della conoscenza. Alle forme inferiori corrispondono l’immaginazione e la credenza, legate al mondo sensibile; alle forme superiori corrispondono il pensiero discorsivo e l’intellezione, che hanno come oggetto realtà intelligibili. L’opinione e la scienza non si distinguono quindi solo per il grado di certezza, ma anche per il tipo di realtà a cui si riferiscono.

Il problema della conoscenza conduce così a una conseguenza decisiva: se l’opinione ha per oggetto il mondo sensibile, la scienza deve avere come oggetto una realtà diversa, non soggetta al mutamento. Da qui nasce la distinzione platonica tra mondo sensibile e mondo intellegibile, che costituisce uno dei cardini della sua filosofia e che verrà sviluppata nel paragrafo successivo.