FILOSOFIA CONNESSA

11. La scolastica e Tommaso d’Aquino

11.1. La scolastica e il rapporto tra fede e ragione

Con il termine scolastica si indica la filosofia cristiana medievale sviluppatasi soprattutto tra l’XI e il XIV secolo nelle scuole monastiche, cattedrali e, successivamente, nelle università europee. Il nome deriva proprio dal termine latino schola, che indicava il luogo dell’insegnamento e dello studio. La scolastica non costituisce una dottrina unica e compatta, ma un vasto movimento culturale accomunato dall’obiettivo di approfondire razionalmente i contenuti della fede cristiana.

Nel Medioevo la cultura si sviluppa principalmente all’interno delle istituzioni religiose. Dopo i secoli delle invasioni barbariche, monasteri e abbazie diventano infatti importanti centri di conservazione e trasmissione del sapere antico. A partire dal XII secolo nascono inoltre le prime università europee, come quelle di Bologna, Parigi e Oxford, nelle quali la riflessione filosofica e teologica assume un carattere sempre più sistematico.

Uno dei problemi fondamentali affrontati dalla scolastica riguarda il rapporto tra fede e ragione. I filosofi medievali si chiedono infatti se le verità della religione cristiana possano essere comprese anche attraverso la ragione umana oppure se dipendano esclusivamente dalla rivelazione divina.

La filosofia medievale eredita così un problema già presente in Agostino d'Ippona, ma lo sviluppa in modo nuovo. Mentre per Agostino la fede rappresentava spesso il punto di partenza della ricerca filosofica, gli scolastici cercano progressivamente di attribuire maggiore autonomia alla ragione, pur senza negare il primato della fede.

Per affrontare questi problemi la scolastica sviluppa un particolare metodo di insegnamento e di ricerca fondato sulla discussione razionale. Centrale è la quaestio, cioè l’analisi di un problema attraverso argomentazioni favorevoli e contrarie. A essa si collega la disputatio, il dibattito pubblico nel quale maestri e studenti discutono una questione cercando di risolvere le contraddizioni attraverso il ragionamento logico.

Questo metodo riflette la fiducia medievale nella capacità della ragione di organizzare il sapere in modo rigoroso e coerente. La logica, ereditata soprattutto da Aristotele, assume così un’importanza centrale.

La scolastica rappresenta quindi il tentativo di costruire una sintesi tra:

la tradizione cristiana - la filosofia greca - la riflessione razionale.

Questa ricerca raggiungerà il suo momento più alto nel pensiero di Tommaso d'Aquino, ma entrerà successivamente in crisi con autori come Guglielmo di Ockham, che metteranno in discussione la possibilità di una piena armonia tra fede e ragione.

Approfondimento: i periodi della scolastica    
 
Prescolastica (VIII-IX secolo)
  • Alcuino di York (735-804): organizzazione della scuola carolingia
  • Giovanni Scoto Eriugena (ca. 810-ca. 877): primato della ragione
Alta scolastica (XI-XII secolo)
  • Anselmo d’Aosta (1033-1109): prova ontologica
  • Roscellino di Compiègne (ca. 1050-ca. 1125): nominalismo
  • Pietro Abelardo (1079-1142): posizione intermedia sugli universali
Bassa scolastica o “età d’oro” (XIII secolo)
  • Alberto Magno (ca. 1200-1280): diffusione di Aristotele
  • Bonaventura da Bagnoregio (1217-1274): agostinismo medievale
  • Tommaso d’Aquino (1225-1274): sintesi tra fede e ragione
  • Ruggero Bacone (ca. 1214-1292): importanza dell’esperienza scientifica
  • Duns Scoto (1265/1266-1308): volontà e libertà
Tarda scolastica (XIV secolo)
  • Guglielmo di Ockham (ca. 1285-1347): nominalismo e “rasoio”
  • Giovanni Buridano (ca. 1300-ca. 1358): nuove riflessioni sul movimento
  • Nicola d’Oresme (ca. 1320-1382): studi sul movimento e sulla matematica